Viaggiare con il gatto: i consigli di puppyschool.it

 

Come promesso ci occupiamo questa volta del benessere dei nostri amici gatti, e più precisamente di cosa fare quando non possiamo lasciarli a casa durante la nostra assenza.
Se ci troviamo nella situazione di non avere nessuno durante le vacanze che venga a casa a sfamare il micio, pulirgli la lettiera, cambiare l’acqua e dedicargli attenzione, allora siamo i candidati ideali per la lettura di questo articolo.

Innanzitutto ci teniamo a dirvi che per questioni di sicurezza il micio dovrebbe necessariamente viaggiare all’interno di un trasportino ben chiuso.
Spesso e volentieri però i nostri miciotti associano la sola vista del trasportino alla visita veterinaria e quindi non ci pensano due volte a scappare senza farsi trovare e magari tentare di ribellarsi quando cerchiamo di prenderli.
La cosa migliore da fare è insegnare al gatto a vivere con serenità sia il trasportino che il viaggio: l’apprendimento è semplice se si rispetta la seguente sequenza e si mantiene il buonumore.

Innanzitutto dovete individuare ciò che rende di buonumore il vostro micio: gioco, cibo, coccole, etc.
Secondariamente prendete il trasportino, lavatelo bene con acqua calda e detergente neutro senza profumazione.
Dopo averlo accuratamente ripulito, prendetelo e lasciatelo aperto in casa in modo che il gatto possa esplorarlo.
Quando avrà preso confidenza iniziate a mettere del cibo e dei giochi al suo interno.
Questo processo è volto ad eliminare l’associazione negativa trasportino- veterinario e a permettere quindi un rapporto più sereno.
Successivamente iniziate a chiudere la gabbia per poco tempo, riapritela e fate giocare il gatto.

 

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Nonostante tutte le accortezze non dobbiamo mai dimenticarci che il trasporto costituisce uno stress per il nostro amico e quindi sta a noi renderlo il più piacevole possibile.
Per quello che riguarda dei regolari viaggi in macchina possiamo insegnare pian piano al micio ad apprezzare questo mezzo di trasporto.
Nel momento in cui il gatto è rilassato mettetelo all’interno del trasportino e mettete la gabbia nella macchina con il motore spento.
A questo punto aprite la gabbietta ed interagite con il gatto.
Una volta che avrete eseguito questo esercizio per qualche giorno potrete iniziare ad accendere la macchina per qualche minuto.
Solo quando il gatto sarà visibilmente tranquillo potrete azzardare un piccolissimo giro dell’isolato.

Vi ricordiamo che, per rispettare al meglio il benessere del gatto, la temperatura all’interno del veicolo deve essere mantenuta costante: mai mettere il gatto in mezzo a correnti d’aria o davanti al bocchettone dell’aria condizionata.
Una volta arrivati a destinazione, per quanto riguarda il contesto vacanza, tenete inizialmente il gatto in un luogo di piccole dimensioni in cui collocate anche acqua, cibo e lettiera.
Lasciate al gatto la possibilità di famigliarizzare con l’ambiente prima di estendere la sua presenza ad altre zone della casa.

Per qualunque informazione non esitate a contattarci, i veterinari di puppyschool.it sono sempre a disposizione per chiarimenti e consigli.

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Il Labrador visto da puppyschool.it


Il Labrador Retriever è una razza canina originaria dell'isola di Terranova, facente parte del gruppo dei retriever, allevata e selezionata a partire dal XIX secolo.
Il Labrador è un diretto discendente del Cane di St. John, un incrocio tra una razza autoctona e i cani da caccia importati dall'Inghilterra, allevato dai pescatori inglesi sull'isola di Terranova a partire dal XVII secolo.
La razza fu allevata e selezionata da alcuni nobili inglesi, tra cui il Conte di Malmesbury, al quale si deve la nascita, nel 1885, di Buccleuch Avon, il primo esemplare di Labrador come oggi lo conosciamo.
Quattro anni dopo la nascita di Buccleuch Avon, che aveva il manto nero, nacque il primo labrador giallo, Ben of Hyde.
L'allevamento di labrador "chocolate" iniziò invece solo negli anni trenta del XX secolo.
Il Kennel Club riconobbe ufficialmente la razza nel 1903.
Il primo standard della razza è del 1916, e fu in parte modificato nel 1950.
Lo Standard della FCI attualmente in vigore è del 1989.

LO STANDARD DI RAZZA
Testa
Cranio largo con stop definito. Testa ben modellata, asciutta, senza guance carnose. Mascelle di lunghezza media, potenti e non appuntite. Tartufo largo, con narici ben sviluppate.

Occhi
Di media grandezza che esprimono intelligenza e buon carattere, di colore castano o nocciola.

Orecchie
Né larghe né pesanti, portate pendenti vicino alla testa e attaccate un pò arretrate.

Bocca
Mascelle e denti forti, con chiusura a forbice perfetta regolare e completa: la parte interna degli incisivi è sovrapposta e aderente alla parte esterna di quelli inferiori. I denti sono perpendicolari alle mandibole.

Collo
Di bella linea, forte, poderoso, inserito tra spalle ben costruite.

Tronco
Torace di buona larghezza e profondità. Linea del dorso dritta.

Arti anteriori
Spalle lunghe e oblique. Arti con buona ossatura, diritti dal gomito al suolo, visti sia di fronte che di profilo.

Piedi
Rotondi, compatti con dita ben arcuate e cuscinetti plantari ben sviluppati.

Arti posteriori
Ben sviluppati, non inclinati verso la coda; ginocchio ben flesso, garretti bassi.
I garretti vaccini sono indesiderati.

Coda
Costituisce una caratteristica distintiva della razza. Molto grossa verso la base, si assottiglia gradualmente verso la punta, di lunghezza media, senza frange ma ricoperta da pelo corto, fitto e folto, che le da quell'aspetto arrotondato tipico (coda di lontra).
Può essere portata allegramente ma non deve essere mai arricciata sopra il dorso.

Mantello
Costituisce una caratteristica distintiva della razza.
Pelo corto e folto, senza frange e ondulazioni, abbastanza duro al tatto; sottopelo resistente alle intemperie.

Taglia
L'altezza ideale al garrese è di 56-57 cm per i maschi e di 54-56 cm per le femmine.

 

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IL CARATTERE
Il labrador è un cane di buon temperamento, allegro e vitale, presenta un fiuto incredibilmente sviluppato ma la sua grande passione rimane sempre l’acqua.
E’ indiscutibilmente un compagno devoto, adattabile, intelligente, appassionato e
disponibile, con un gran desiderio di essere ben voluto dalla famiglia.

GIARDINO O APPARTAMENTO?
Il labrador è un cane che può vivere tranquillamente in una casa sprovvista di giardino.
Come tutte le altre razze ha necessità di uscire almeno quattro volte al giorno per sporcare ma anche per svagarsi ed interagire con altri simili.
Il cucciolo di questa razza è estremamente vivace e necessita di attività sia fisica che mentale.
Da adulto diventa più tranquillo ma la sua sfrenata voglia di vivere rimane per tutta la sua vita.

SALUTE
È un cane robustissimo, nonostante sia nato per il lavoro in acqua e abbia un mantello perfettamente impermeabile, quando esce dall’acqua va asciugato bene in particolare alla base della coda per evitare il fenomeno detto “broken tail” ovvero una dolorosa contrazione dei muscoli adduttori che induce il cane a portare male la coda, proprio come se si fosse rotta.

ADDESTRAMENTO
Il Labrador è un cane facilmente addestrabile in quanto ama interagire e lavorare in sintonia con il proprietario.
Il rinforzo positivo con bocconcini o con il gioco funziona estremamente bene.
Per qualunque dubbio o consiglio non esitate a contattare www.puppyschool.it.

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Pettorine, collari, guinzagli : il mondo del vostro cucciolo

 

Quando si ha un cane ,è indispensabile un minimo di materiale. Alcuni strumenti sono preferibili di altri per il benessere e l’educazione del cane.
Nella speranza che questo articolo colga la vostra attenzione prima di acquistare un cucciolo, ecco la lista di tutto ciò che vi sarà indispensabile.

  • Giocattoli e ossa da masticare

  • Una ciotola per l’acqua e una per il cibo

  • Strisce di carne secca da utilizzare come premio

  • Giochi di attivazione mentale

  • Collare o pettorina

  • Guinzaglio

  • Una cuccia comoda

  • Una museruola

  • E per ultimo ma non meno importante un buon corso che vi spieghi cos’è un cane, quali esigenze ha e come si seleziona quello ideale per voi

Collari

In commercio ne esistono di molteplici, la grande differenza sta tra il collare fisso e quello scorrevole. Il collare fisso permette di controllare il cane fermo, ad esempio quando dobbiamo legarlo da qualche parte. Nell’utilizzarlo dobbiamo fare attenzione a stringerlo in modo tale da lasciare passare un dito tra il collo ed il collare.
Se possedete un cane con la testa allungata come ad esempio i Levrieri o i Setter questo collare non è indicato perché il cane può facilmente estrarre la testa. Il collare scorrevole , detto anche collare a strozzo, si stringe nel momento in cui vi è una trazione sul guinzaglio rendendo quindi più difficile la fuga del cane. Quest’ultimo è stato abusivamente utilizzato in addestramento: il cane disobbediente riceve una violenta trazione sul guinzaglio che provoca dolore. Questa tecnica è indiscutibilmente considerata come un maltrattamento.
Noi di puppyschool.it non ci sentiamo di bandire il collare scorrevole, tuttavia lo consigliamo solo nei casi in cui il soggetto che abbiamo di fronte non sia un cane con problemi di condotta al guinzaglio in quanto non andrebbe a migliorare la situazione.

 

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Pettorine

Anche in questo caso bisogna necessariamente fare una distinzione tra le numerose pettorine presenti in commercio. La pettorina fissa è formata da un collare, un sottopancia e una fascia che unisce le due parti. Questa è ideale sia per i cani cuccioli di taglia piccola perché ne permette un controllo ottimale, sia per il trasporto in macchina in quanto vi si può agganciare la cintura di sicurezza.
La “pettorina per insegnare a camminare”, anche detta “easy walk” è invece totalmente diversa rispetto alle pettorine comuni. E’ stata studiata appositamente per quei soggetti con il vizio di tirare e anche noi di puppyschool.it abbiamo ottenuto ottimi risultati. La differenza sostanziale consiste nel aggancio del guinzaglio che è frontale, a livello dello sterno. Una trazione leggera sul guinzaglio consente di controllare l’andatura del cane.
La pettorina scorrevole è invece costituita da due fasce che passano sotto l’ascella e si uniscono a livello scapolare. Un uso eccessivo con un soggetto che tira può causare delle vere e proprie lesioni a livello del cavo ascellare.

Guinzagli

Il guinzaglio è quel pezzettino di cuoio o tessuto che mette realmente in comunicazione cane e proprietario. Noi vogliamo definirlo uno strumento di relazione e non di costrizione.
In commercio troviamo guinzagli allungabili o “flexi” e fissi, più o meno lunghi. Ci preme precisare che per legge il guinzaglio deve essere lungo al massimo 150 cm, eccezion fatta per i parchi dove è permesso invece utilizzare gli allungabili.
Qualunque sia il guinzaglio che porterete a casa, ricordatevi sempre che utilizzarlo in modo improprio ad esempio strattonando il cane non vi darà mai buoni risultati.

Le museruole

Ogni cane dovrebbe essere abituato ad indossare la museruola fin dalla tenera età. Esistono numerose situazioni in cui il cane dovrebbe indossarla per essere più sicuro per l’ambiente: parchi o boschi in cui si può incontrare selvaggina o bestiame, dal toelettatore o perché no durante una visita veterinaria.
Le museruole migliori sono quelle che permettono al cane di respirare bene e contemporaneamente consentono al proprietario di somministrare premi.
La sola museruola che presenta queste caratteristiche è quella definita “a paniere” e potete trovarla nei negozi specializzati come animals company: link alla museruola a paniere

La cuccia

Quando si entra per la prima volta in un negozio per animali non si può non notare le centinaia di cucce esposte: personalmente anche noi abbiamo avuto l’imbarazzo della scelta e non possiamo dirvi che esiste una cuccia ideale.
La cuccia ideale è quella che si adatta perfettamente alle esigenze del soggetto che dovrà dormirci sopra.
Spesso e volentieri sono i cani stessi a darci informazioni in merito, selezionando da soli il luogo adatto al riposo. Quello che possiamo e vogliamo dirvi è che sicuramente se opterete per una cuccia morbida ed accogliente farete la scelta giusta.

 

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Ciotole

Strumento ovviamente indispensabile per il vostro cucciolino.
Ve ne servono due, una per l’acqua che deve essere sempre piena e a disposizione ed una per il cibo, da somministrare a diversi orari e da non lasciare a disposizione se non durante i pasti.
Se avete un cane non vorace potete scegliere sulla base di colore e materiale che più vi piace mentre se vi trovate di fronte a un cane famelico sarebbe meglio optare per ciotole appositamente studiate per prolungare il tempo del pasto. Una di queste è la cosiddetta “ciotola prato”, dotata di ostacoli che rendono più difficile l’accesso alle crocchette.

Giochi e oggetti da masticare

E’ assolutamente indispensabile fornire a nostri amici qualcosa con cui intrattenersi in un mondo talvolta non troppo stimolante per loro. Non dobbiamo mai dimenticarci di fornire al cane oggetti volti a stimolarne un'attività masticatoria e cognitiva come ad esempio ossa, Kong ed altri oggetti da poter sgranocchiare. Prendete la buona abitudine da subito di fornire al vostro cane qualcosa da fare durante la vostra assenza, onde evitare che si trovino da soli un’alternativa rovesciando la spazzatura o rovinando mobili.
Speriamo di avervi fornito un vademecum utile, per qualunque informazioni o consiglio non esitate a contattarci, puppyschool.it è sempre al vostro fianco per guidarvi nello splendido mondo della cinofilia.

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Coprofagia nel cane: un comportamento normale?

 

Tratteremo oggi un tema che è frequentemente oggetto di domande da parte dei proprietari a noi medici veterinari: la coprofagia nel cane.

Per coprofagia si intende innanzitutto l’ingestione di escrementi.

Teniamo presente che il cane, cucciolo e non, è un necrofago e un netturbino per natura.

Esistono delle situazioni in cui non c’è assolutamente nulla di patologico nel compimento di questa azione:

le cagne che leccano il perineo dei cuccioli per stimolarne la defecazione ad esempio ma anche il cane selvatico che ingerisce i suoi stessi escrementi per evitare di lasciare tracce.

La vista di un cane che ingerisce le feci non solo disgusta la maggior parte dei proprietari, ma induce in essi anche la fondata paura che possa contaminarsi in qualche modo: questo fa sì che i proprietari siano spesso indotti ad intervenire, qualche volta in modo anche decisamente energico.

In un cucciolo questa apparente determinazione del proprietario a impadronirsi delle feci fa si che queste vengano reputate una risorsa molto importante per la quale insistere.

Così facendo otteniamo la rapida ingestione delle feci da parte del nostro cagnolino, atteggiamento che ci irrita ulteriormente dando origine ad un circolo vizioso.

Altra situazione in cui si rischia di creare un circolo vizioso è la pratica comune di punire il cucciolo in caso di insudiciamento di casa.

La traversina o il giornale sono luoghi in cui noi umani desideriamo che il cane sporchi ma non devono essere assolutamente dati per scontato.

Quando sgridiamo il cucciolo che ha sporcato dove non deve stimoliamo involontariamente la coprofagia.

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In che modo?

Poiché le feci sono il segnale che la punizione sarà verosimilmente imposta, alcuni cuccioli iniziano ad ingerirle come tattica per evitare il conflitto ed è stato suggerito che tale sviluppo sia favorito se la reazione del proprietario è quella di portare il cucciolo nel punto sporco e spingere il naso nelle feci.

Vi sono poi alcuni casi in cui la coprofagia può venire ricondotta all’ambiente in cui il cane è stato allevato.

I cuccioli vedono i cani anziani che competono sull’accesso ai piccoli mucchi di feci e quindi fin dalla tenera età aumenta il loro interesse verso questo materiale a causa del valore apparente che gli adulti sembrano attribuirvi.

Discorso a parte merita invece l’ingestione di feci di gatto da parte di un cane.

Il gatto richiede un'alimentazione particolare basata sui tessuti di origine animale in quanto presenta un maggior fabbisogno di proteine rispetto a molti altri mammiferi.

La digeribilità delle proteine dipende dal titolo proteico, pertanto i valori di azoto nelle feci variano a seconda del tipo di alimento ingerito.

Le feci dei gatti, essendo più ricche di sostanze azotate , presentano un odore forte e pungente, il che le rende maggiormente appetibili per alcuni soggetti.

Il proprietario deve però essere attento a riconoscere il tipo di coprofagia del proprio cane: maggiori sono le informazioni a disposizione del veterinario, maggiore sarà la probabilità di trovare un rimedio accurato.

I rimedi che abbiamo a disposizione sono molteplici ma tutti devono essere valutati insieme al veterinario di fiducia.

La coprofagia può essere infatti spesso ricondotta a numerose patologie comportamentali che solo uno specialista è in grado di riconoscere e trattare.

Non esitate quindi a contattarci se notate alcuni di questi atteggiamenti nel vostro amico a quattro zampe, puppyschool.it è sempre a vostra disposizione per consigliarvi al meglio!

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Ansia nel gatto

Cari lettori,
ci preme questa volta concentrare l’attenzione sull'ansia nel gatto, una specie che non è altrettanto vicina all’uomo come il cane e quindi più frequentemente vittima di incomprensioni da parte dei proprietari.
Cerchiamo di capire insieme esattamente cosa sia l’ansia:
per ansia intendiamo una risposta emotiva apprensiva ad uno stimolo o situazione che l’animale percepisce come imprevedibile e pericoloso. Il soggetto diviene quindi incapace di controllarsi in maniera appropriata anche in assenza di una chiara causa scatenante.
Vediamo brevemente insieme quali sono le cause dell’ansia nel gatto:sembrano esserci  fattori genetici predisponenti, quali  razza e individualità, sebbene ad oggi la questione non sia del tutto chiarita.
Un’altra causa fondamentale è la difficoltà del gatto ad abituarsi a luoghi, persone o oggetti non conosciuti in precedenza.Per questo tante più esperienze il gatto vive o si trova ad affrontare durante la fase di sviluppo, tanto maggiore sarà la sua capacità da adulto di “sopportare” i cambiamenti.
Ricordatevi, comunque, che qualunque situazione imprevedibile e non controllabile può tendenzialmente provocare forte stress in qualsiasi gatto, anche in soggetti “abituati” ad affrontare i cambiamenti.
 
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Come possiamo quindi capire se il nostro gatto è ansioso?Quando un gatto soffre di disturbi d’ansia si possono osservare dei cambiamenti nell’intensità o frequenza di alimentazione quali:
diminuzione o aumento dell’appetito e  ingestione di sostanze non commestibili (pica).
Un’altra manifestazione frequente è l’eliminazione inappropriata ovvero urinare e/o defecare fuori dalla cassetta; in particolare un segno tipico è la marcatura urinaria su substrati verticali (divano) e più raramente orizzontali (tappeto) spesso dettato da un banale cambiamento di sabbia nella lettiera.
In ultima battuta possiamo anche assistere a: diminuzione del gioco e dell’esplorazione, fenomeni di aggressività, attività di sostituzione quali leccarsi continuamente una zona del corpo, sviluppo di comportamenti compulsivi come il rincorrersi la coda, strapparsi il pelo e girare in tondo.

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Possiamo migliorare la vita del nostro gatto e aiutarlo a ridurre i livelli d’ansia?
La risposta è si. Quello che il proprietario dovrebbe fare è offrire al gatto giochi per intrattenersi, alti tira graffi per arrampicarsi e trovare luoghi sicuri, aggiungere eventuali lettiere e/o valutare il cambiamento della sabbietta nel caso di marcature urinarie inappropriate.
In ultimo il consiglio è quello di interagire con il proprio gatto in modo breve ma frequente, sotto forma di  carezze e parole. Gridare, rimproverare fisicamente e isolare un animale sono infatti misure inefficaci ai fini educativi  e possono addirittura danneggiare il rapporto animale-proprietario.
Puppyschool.it è come sempre a vostra disposizione per ulteriori chiarimenti e consigli.


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